7 Errori Psicologici Negli Investimenti

Molte teorie economiche tendono a spostare il focus d’attenzione dalla razionalità e dalle teorie ad essa correlate, abbracciando invece le teorie descrittive incentrate su quei fattori che effettivamente guidano ed orientano il nostro comportamento quotidiano. In gergo tecnico, questa branca della finanza viene chiamata “finanza comportamentale“. Con questo termine s’intende lo studio del comportamento degli operatori sui mercati finanziari utilizzando una prospettiva che privilegia l’analisi e la descrizione dei fattori psicologici individuali ed interpersonali implicati nei vari processi decisionali. Sviluppatasi a partire dagli anni ’50, dal punto di vista storico la finanza comportamentale non nasce né si sviluppa come una singola teoria organica, ma sono diverse scuole di pensiero a contribuire al suo sviluppo e alla sua evoluzione teorica così come la conosciamo oggi.

Uno dei massimi esponenti di questa corrente di pensiero è sicuramente Meir Statman, il quale afferma che gli investitori sono persone “normali” e non “razionali”. Il compito della finanza comportamentale è quello di comprendere il perché le persone effettuano determinate scelte quando decidono di investire. Anche se essa non ha ancora dei concetti certi ed assoluti, viene presa molto sul serio dalle istituzioni finanziarie (tanto da far parte del corso di studi da Promotore finanziario e Analista finanziario in molte università statunitensi!).

Vediamo ora quali sono i 7 errori psicologici più comuni fra gli investitori:

1. Investire…Sempre e Comunque!

Anche nelle situazioni di incertezza economica dove la paura di perdita del capitale è elevata, spesso le persone tendono ad investire comunque…..anche se non sanno come e quando! Questo errore è ancora più comune negli investitori con un alto tasso di autostima che pongono molta fiducia sulla loro capacità di “prevedere” i risultati dell’investimento.

2. Non Saper Gestire Nuove Informazioni

Il nostro cervello non sempre riesce a gestire le nuove informazioni! In Psicologia, questo viene detto “ancoraggio“. Ad un certo momento, in base alle informazioni possedute, si decide di assumere posizione nell’investimento. Quando successivamente vengono scoperte altre informazioni, invece di iniziare una nuova analisi dell’investimento, si tende a rivedere e correggere la vecchia. Tuttavia, visto che l’analisi corretta e riveduta è strettamente correlata a quella precedente, alla fine non rifletterà pienamente le nuove informazioni.

3. Concentrarsi Troppo Sul Passato

Quando una società rende noto che nel trimestre attuale sta avendo ottimi risultati reddituali, solitamente l’investitore tenderà a credere che questa società farà sempre bene. Ovviamente, non è così. Nella finanza questo errore viene chiamato “rappresentatività“, ossia il non valutare correttamente una cosa futura in base a quella attuale o passata.

4. Odiare Le Perdite

A nessuno piace perdere, credo! Senza contare che le persone sono spesso riluttanti a dichiarare una sconfitta o un fallimento. Quando un investimento è in perdita si deve invece cercare di capire il perché di questa perdita, invece di demoralizzarsi e lasciare perdere. I migliori investitori imparano più dalle sconfitte che dalle vittorie.

5. Dubbi e Rimpianti!

Si sa: gli andamenti futuri sono influenzati dagli andamenti passati. Ogni trader, quando investe, analizza l’andamento dei suoi guadagni anche quando ha venduto. Una delle domande che spesso si pone è: “Quanto avrei guadagnato se avessi aspettato un altro pò?” Questa, però, determina un sentimento di rimpianto latente che può pregiudicare i futuri investimenti.

6. Seguire Le Tendenze

Generalmente, un trader alle prime armi tende a modificare la sua tolleranza al rischio al variare della tendenza del mercato. Quando il mercato “sale” (guadagno), la sua propensione al rischio aumenta, mentre quando “scende” (perdita) la sua tolleranza al rischio diminuisce. Questo fa sì che egli acquisterà quando i prezzi sono alti e venderà quando i prezzi sono bassi.

7. Trovare Scuse

Come spiegato al punto 4, è difficile per chiunque credere o dichiarare di aver sbagliato. E quando lo si fa, spesso si aggiungono una serie di scuse per giustificare in qualche modo il fallimento. Le più comuni usate dai trader sono: “se solo avessi saputo…..avrei agito diversamente, ma l’ho saputo troppo tardi“, “non ho preso una decisione del tutto sbagliata, c’era qualcosa di buono“, “adesso la mia decisione potrebbe apparire sbagliata, ma c’è ancora del tempo e la situazione migliorerà“, “solo perché ho sbagliato una cosa una volta, non vuol dire che sbaglierò sempre“. L’umiltà è una qualità indispensabile per chiunque, specialmente per un trader.

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