Via Al Quantitative Easing: Vantaggi e Svantaggi

Oggi la Bce ha dato inizio al preventivato piano di Quantitative Easing e ha iniziato a comprare titoli di Stato tedeschi. Così, per rilanciare la crescita, la Banca Centrale Europea ha iniziato una maxi iniezione di liquidità nell’Eurozona rastrellando titoli (perlopiù di Stato), ad un ritmo di 60 miliardi di euro al mese. L’intenzione è di continuare almeno fino alla fine di settembre 2016 o comunque fino a quando l’inflazione invertirà la rotta e si riavvicinerà all’obiettivo del 2%. Gli acquisti in euro del debito avranno una curva di rendimenti tra i 2 e i 30 anni, mentre le scadenze rappresenteranno non più del 25% di ogni acquisto. Gli acquisti di debito saranno “mutualised“, condividendo la perdita fino al 20% e il resto del 80% resterà alle banche centrali nazionali.

promoDisplayIl QE ha lo scopo principale di far ripartire il Pil dell’Europa e fermare la deflazione. Ma punta soprattutto ad avere effetti positivi sull’economia reale. Da un miglioramento del credito alle imprese ad una maggiore disponibilità nell’erogare i mutui. Ma anche più export con l’euro debole. Inoltre il QE consentirà manovre strutturali e riforme tali da tagliare la spese improduttiva e ridurre il deficit di bilancio degli Stati. In questa situazione, è interessante notare come il debito pubblico acquisito dalla BCE sia solo di tipo “investment-grade”: così, il debito di Grecia e Cipro probabilmente non saranno considerati…..per il momento. Mentre sia la Fed che la Banca d’Inghilterra hanno riacquistato il debito pubblico,la mancanza di mutualizzazione del debito attraverso l’Eurozona andrà a beneficio dei paesi con migliori fondamentali nel 2016, quando cioè il QE inizierà a rallentare. Inoltre, il meccanismo di trasmissione di finanziamento nella zona euro non funziona allo stesso modo, come negli Stati Uniti o nel Regno Unito. I tassi più bassi in tutta la zona euro dovrebbero abbassare i tassi per le imprese e le persone, ma non si potrà prevedere il loro andamento nel breve termine e in modo uniforme in tutti i paesi dell’Unione Europea. Si prevede che gli effetti del QE a lungo termine saranno positivi e ciò incoraggerà le PMI ad aumentare il finanziamento con obbligazioni societarie ad emissioni sul mercato eurobond, proprio come ha fatto dopo il 2009, quando la liquidità bancaria era quasi “a secco”.

Vantaggi

Il Quantitative Easing porterà degli indubbi vantaggi alla nostra economia. Fra i quali:

  • Calo dei mutui – L’abbassamento del costo del denaro andrà a vantaggio di chi vuole acquistare casa o ha già un mutuo in corso (stipulato in anni anche recenti) e lo vuole rinegoziare, oppure a chi intende approfittare delle opportunità della surroga. Già lo scorso anno, secondo le ultime rilevazioni dell’Abi, sulla scia di tassi di interesse migliori si è assistito ad una forte ripresa dei mutui. L’Istat peraltro ha indicato un mercato immobiliare in ripresa dal terzo trimestre del 2014.
  • Più credito alle imprese – Il risultato del QE sui titoli di Stato, assieme al mantenimento dei tassi di interesse ai minimi sommati alle precedenti misure della Bce, dovrebbero offrire quella liquidità che serve alle imprese per sostenere la ripresa degli investimenti e di conseguenza far ripartire produzione e occupazione.
  • Aumento delle esportazioni – Il continuo calo dell’Euro nei confronti del Dollaro sta favorendo le esportazioni. E visto che l’Euro toccherà nuovi minimi, il suo ulteriore deprezzamento non può che far aumentare la competitività dell’Eurozona.
  • Aumento dell’inflazione – Durante tutta la durata del QE (19 mesi) la Bce punta ad un’inflazione del 2%, una percentuale considerata positiva per i prezzi e di conseguenza per i consumi. Recentemente, la Banca Centrale Europea ha rivisto in meglio le previsioni di inflazione per l’Eurozona, con un 0% per quest’anno, 1,5% per il prossimo e 1,8% per il 2017. Le stime di Dicembre indicavano uno 0,7% per il 2015 e 1,3% per il 2016.

Comunque, alcuni economisti sostengono che il basso tasso di cambio dell’Euro non produrrà solo effetti positivi, dato i molti beni prodotti dalle aziende che producono in Euro al di fuori del territorio dell’eurozona. Ad ogni modo, il settore dei servizi, il settore dei viaggi e del tempo libero tra cui aziende come TUI AG beneficeranno della valuta bassa. Le PMI e le imprese con basi di produzione ed esportazione al di fuori dell’area ne beneficeranno. Un tasso di cambio più basso per l’euro continuerà a sostenere gli esportatori, in particolare i più grandi due esportatori della zona euro che sono anche produttori altamente competitivi: per lo più la Germania (che secondo WTEx, ha prodotto circa il 29% delle esportazioni europee nel 2013 e ha un grande settore delle PMI) e, in misura minore, i Paesi Bassi (con circa il 9-10% delle esportazioni europee nel 2013, ma un settore più piccolo). Mentre i benefici del QE saranno ampiamente diffusi e possono dare nuova tregua a paesi come l’Italia e la Francia, l’impatto più positivo sarà per quei paesi che hanno meglio gestito la crisi. Ad esempio, l’Olanda e il Belgio, ma anche i settori immobiliari di Germania e Spagna saranno i grandi beneficiari del Quantitative Easing.

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