Amazon: Quanto e Come Incide Sull’Economia Americana

Amazon ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone fanno acquisti ed è ormai ovunque. Ha creato un effetto domino finanziario che è andato ben oltre il portafoglio del cliente, sino ad arrivare ad avere un impatto – diretto e indiretto – con l’attività economica, sia che questo impatto riguardi l’inflazione, i lavori o gli investimenti.

Amazon: quanto e come incide sull'economia americana

Amazon: esordi e sviluppo

Amazon ha iniziato vendendo libri e ha man mano aggiunto al suo mercato virtuale ogni cosa immaginabile, offrendo qualsiasi tipo di prodotto ad un prezzo conveniente, dalle fedi nuziali alle bare. L’enorme vantaggio è costituito dal fatto che ogni prodotto acquistato verrà recapitato direttamente e in maniera sorprendentemente veloce a casa propria. Dal 2006 al 2016, il totale della merce in vendita è aumentato del 60%. E la crescita è in continua espansione.

Amazon: percentuale di crescita delle venditeAmazon: quanto e come incide sull'economia americana

Il fatto che i clienti spendano di più è un buon segno perché questo contribuisce al miglioramento del PIL. Sebbene il consumo dei consumatori su Amazon non è in nessun modo così decisivo da far muovere l’ago della bilancia del PIL, nulla toglie che possa esserlo in futuro.

Amazon: il nemico dell’inflazione

Amazon ha sconvolto le modalità di vendita tradizionale. Senza la presenza di negozi fisici, i costi che la compagnia deve affrontare sono significativamente più bassi rispetto agli altri venditori. Questo rende abbastanza nervosi gli osservatori economici per via dell’impatto deflazionistico di Amazon. In teoria, il basso tasso di disoccupazione è seguito da una crescita salariale che, di conseguenza, alimenta l’inflazione. La società di Jeff Bezos ha però sconvolto anche questa logica.

Una maggiore concorrenza e prezzi più bassi limitano l’abilità di un’azienda di passare ai consumatori gli incrementi salariali. Queste preoccupazioni sono state recentemente espresse dal presidente della Federal Reserve Bank of Chicago, Charles Evans, che ha commentato così:

Sappiamo che la tecnologia è deleteria. Sta cambiando il numero di modelli imprenditoriali che erano di successo e bisogna chiedersi se determinati fattori economici possono continuare a mantenere i loro margini di prezzo o se sono minacciati da ulteriori concorrenze.

Amazon: datore di lavoro

Nel suo ultimo bilancio annuale, Amazon elenca il numero totale dei suoi impiegati, che risulta essere di 341.400. Questo numero include impiegati part time e full time. Per una compagnia così grande, il numero potrebbe risultare piccolo, ma va tenuto presente che Amazon non ha un negozio fisico, come ad esempio nel caso di Wal-Mart. La società inoltre, si aggancia a terze parti, come accade ad esempio per la spedizione. Queste persone si recano porta a porta, a consegnare i pacchi Amazon pur non essendo loro impiegati. Questo ha qualche significato? Si e no.

In un certo senso, questi sono lavori che queste persone stanno svolgendo e, per via di questo, un merito potrebbe essere dato ad Amazon per aver contribuito alla creazione di questi posti di lavoro. D’altro canto, questo tipo di lavoratori aiutano la compagnia a mantenere i loro costi sostenuti. Amazon in passato è stata citata in giudizio e accusata dai lavoratori di aver ricevuto meno del salario minimo, e altri hanno accusato la compagnia per le dure condizioni lavorative a cui sottoponeva i suoi impiegati.

L’azienda sta inoltre “eliminando” molti dei suoi concorrenti. Considerato che la compagnia sta danneggiando altri venditori del settore costringendoli a chiudere i propri negozi e tagliare drasticamente i costi, qualsiasi risultato lavorativo della società potrebbe, di fatto, non significare nulla. Nonostante la reale mole di lavoro perso sia difficile da determinare, secondo una ricerca condotta dall’ILSR (Institute of Local Self-Reliance), nel 2015 l’impatto che la società di Bezos ha avuto sui posti di lavoro negli Stati Uniti è stato drastico, causandone una perdita netta stimata di ben 148.774. Un’altra stima condotta dall’ABA (American Booksellers Association) ha evidenziato una perdita netta di 222.000 posti di lavoro nel 2015.

Questo gap potrebbe aumentare ulteriormente con l’automatizzazione. L’obiettivo di Amazon per l’innovazione e la tecnologia per raggiungere l’efficienza operativa. E questo ha fatto preoccupare molti dei suoi dipendenti, che un giorno potrebbero essere rimpiazzati da una macchina. Queste preoccupazioni non sono infondate considerato che la compagnia sta testando il suo negozio Amazon Go a Seattle.

Amazon: mediatore

L’infrastruttura logistica di Amazon non aiuta solo nelle spedizioni in tutto il mondo, ma dà una mano anche ad un altro gruppo di persone: i piccoli business. Elencare i loro prodotti su Amazon, li aiuta ad aumentare la loro clientela con un grosso vantaggio: tutto lo stress delle spedizioni sarà a carico di Amazon. La compagnia ha dichiarato che:

Più di 100.000 imprenditori hanno raggiunto oltre i 100.000 dollari di vendite su Amazon nel 2016.

La società anche detto che sono stati creati, al di fuori della compagnia, ben 600.000 posti di lavoro come risultato dell’Amazon Marketplace per i piccoli business e imprenditori. 

Amazon paga le tasse?

La risposta è si. Recentemente, il presidente Trump ha dichiarato che sarebbe sbagliato non far pagare le tasse ad Amazon. Comunque, un’analisi del 2016 condotta dal New York Times e S&P Global Market Intelligence, ha rivelato che dal 2007 al 2015 la società ha pagato le tasse con una media del 13%. Non si tratta dell’unica compagnia con percentuali di tasse più basse della media: fra queste figurano infatti anche Facebook, Alphabet e Apple.

Imposta sulle vendite:

Non avere una presenza fisica in alcuni stati, ha fatto sì che Amazon non pagasse l’imposta sulle vendite.
Le imposte sulle vendite sono un argomento complesso, con percentuali e regolamentazioni diverse da paese in paese. La più semplice spiegazione per questo contesto è che la legge fiscale in molti Stati ha bisogno della presenza fisica di un venditore online, al fine di riscuotere l’imposta sulle vendite. Il fatto di non pagare tasse in alcuni stati, non è stato solo un problema specifico di Amazon, dal momento che è lo stesso per qualsiasi altro venditore online che spedisce su tutto il suolo nazionale. La National Conference of State Legislatures, ha di recente stimato una perdita di entrate di 25 miliardi di dollari.

Investire in Amazon

Amazon è in corsa per diventare la prima compagnia da un trilione di dollari come valore di mercato. Un recente balzo nelle azioni ha reso il CEO di Amazon Jeff Bezos, che detiene il 17% nella compagnia, il più ricco del mondo.

La corsa per l’acquisto di azioni AMZN è stata per molti anni fenomenale. La compagnia ha fatto il suo debutto nel mercato delle azioni 20 anni fa e 100$ investiti allora, sarebbero diventati oggi 63.000$. Negli ultimi 10 anni, le azioni hanno dato un grandioso 1180% di utili. Nel frattempo la S&P 500 hanno portato ad entrate di solo 68%  nell’arco temporale di 10 anni. C’è da riflettere sulla ricchezza creata dalle azioni AMZN e dalle potenziali attività economiche che potrebbero finanziare nel futuro.

Amazon stesso è un investitore

Il colosso creato da Bezos non è solo un trampolino di lancio per coloro i quali cavalcano l’onda giusta al momento giusto, è la compagnia stessa ad essere investitore. Verso la fine del 2016, la compagnia ha trattenuto aveva nel proprio portafoglio ben 19.6 miliardi di dollari di liquidità. Ma aveva anche 467 milioni di dollari di investimenti azionari in compagnie sia pubbliche che private.

Come investire in Amazon?

Investire in azioni Amazon può generare dei rendimenti interessanti, ma è anche possibile speculare sulle loro fluttuazioni utilizzando dei prodotti derivati come i CFD. I movimenti significativi del prezzo sono legati ad alcuni indicatori quali:

  • La pubblicazione dei risultati della società. Il valore dell’azione in genere sale o scende molto rapidamente a seconda che i risultati siano positivi o negativi.
  • La comparsa di un nuovo prodotto o servizio. Può trattarsi anche dell’acquisizione di una nuova società: se ne contano non meno di 12 dal 1998.
  • Infine, per non correre rischi, nella propria strategia bisogna tener conto dello stato di salute del settore Internet, ed è sempre bene seguire la tendenza generale del Nasdaq.

Investire su Amazon: quali strategie adottare?

La scelta migliore è quella di entrare in gioco quando la società lancia un nuovo servizio o prodotto. Bisogna dunque seguire attentamente le notizie riguardanti Amazon, consultando siti specializzati nell’informazione economica delle società quotate in borsa.

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