Come Cambia il Trading Con La Normativa MiFID 2

Dal 1° Gennaio 2018 è entrata in vigore la nuova normativa che regolamenta il trading sui mercati finanziari, chiamata MiFID 2 (Markets in Financial Instruments Directive). Evoluzione del MiFID, è stata creata per dare delle nuove regole ad un mercato che, secondo molti analisti, ha delle responsabilità precise nelle crisi che a livello nazionale e internazionale si sono succedute negli anni.

Guida alla Normativa MiFid 2

Oggi vedremo appunto in cosa consiste la normativa MiFID 2 e cambiamenti che apporta sia per i trader che per i vari broker online.

Il vecchio MiFID introdusse al tempo alcune severe regole che avevano l’obiettivo di tutelare il contribuente e gli investitori, soprattutto quelli più piccoli. Purtroppo allora i tempi e i mercati erano diversi da quelli attuali e, dopo la crisi economica del 2008, una nuova normativa si rendeva quanto mai necessaria.

Soprattutto per l’ampia discrezionalità che oggi hanno le banche e i broker in materia di trading che, in presenza di una poca moralità, può portare anche a situazioni poco lecite. Ma nonostante questo aspetto, i danni al sistema economico-finanziario sono sotto gli occhi di tutti. Pertanto, una nuova normativa che regolasse la libertà finanziaria, soprattutto nei casi in cui potesse provocare dei rischi oggettivi, era di importanza vitale per il sistema.

Il MiFID 2, quindi, doveva necessariamente consentire un approccio più trasparente a broker, intermediari finanziari e banche, tutelando maggiormente i piccoli investitori. Ma la nuova normativa doveva anche consentire un approccio altrettanto trasparente agli stessi soggetti nei confronti delle autorità di vigilanza in modo che questi, in presenza di attività poco chiare e potenzialmente pericolose, possano salvare in tempo il capitale degli investitori.

Ad ogni modo il MiFID 2 non è stato accolto molto positivamente, soprattutto da parte degli intermediari.

Novità MiFID 2

Le principali novità introdotte dal MiFID 2 sono:

  • Maggiore trasparenza dei prezzi – La nuova normativa obbliga i broker e gli intermediari a comunicare in maniera veritiera e completa tutte le condizioni economiche del trading, compresi i costi. Tuttavia, l’obbligo vale solo per i servizi standard offerti dai vari broker online.
  • Niente più transazioni private – Prima dell’introduzione del MiFID 2, gli intermediari potevano fare trading tra loro in forma privata, senza dover rendere pubbliche informazioni che, specie ad alti livelli, potevano influenzare il mercato. E questo lasciava una certa libertà nella determinazione della domanda e dell’offerta da sottoporre all’investitore retail. Ma adesso è imposta la massima trasparenza anche per questi trade un tempo “segreti”.
  • Conservazione dei dati – Le nuove direttive in materia obbligano broker, banche e intermediari di conservare tutte le comunicazioni, sia quelle all’interno e all’esterno della società, ma anche quelle con le altre realtà finanziarie e gli utenti. In questo modo vengono archiviati e organizzati un gran numero di dati.
  • Autorizzazione degli algoritmi – La normativa prevede una regolazione per gli algoritmi del trading automatico (ad alta frequenza), da sempre uno dei temi più oscuri e discussi. Adesso gli algoritmi devono essere presentati alle autorità competenti in modo che possano essere analizzati e giudicati idonei. Con questa modifica, adesso le autorità possono eventualmente bloccare l’algoritmo in maniera veloce qualora non soddisfi tutti i requisiti richiesti.
  • Regolamentazione derivati – Il MiFID 2 adesso regolamenta anche i derivati sulle materie prime, in modo da tutelare anche gli investitori che, facendo trading sui derivati, operano “Over The Counter”.

Conclusioni

Dopo quanto detto, possiamo affermare che il MiFID 2 garantisce sicuramente una maggiore tutela dell’investitore. Tuttavia, non tutti i broker hanno dato parere positivo sulla riforma, soprattutto sull’aspetto riguardante le ripercussioni della stessa sul grado di operatività che, a fronte di questi obblighi, rischia di diventare più lenta e macchinosa, peggiorando quindi i servizi offerti ai propri clienti.

Non la pensano ovviamente così le associazioni dei consumatori, che hanno accolto con soddisfazione la nuova normativa. Secondo loro, infatti, questa consente finalmente una maggiore libertà finanziaria, nonché una certa tutela degli investitori da approcci e comportamenti eccessivamente speculativi e ai limiti della legalità.

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