Come Guadagna Starbucks?

Alla fine del 20° secolo, il caffè era considerato solo una bevanda e non un vero e proprio stile di vita. Poi Starbucks (SBUX) cominciò a diffondersi negli Stati Uniti e in tutto il mondo. E da allora il settore della ristorazione e delle bevande non è stato più lo stesso. Che siate degli ammiratori di Starbucks o meno, probabilmente tutti oggi conoscono in linee generali l’azienda e la sua offerta di prodotti. La società fu fondata a Seattle nel 1971. Fino agli anni ’80 contava solo su poche decine di negozi (a Seattle, Vancouver e Chicago): in pochi anni, però, la sua espansione raggiunse l’incredibile cifra di 25.000 punti vendita sparsi nel mondo. Le ragioni di questo successo planetario si deve ad un’idea del suo fondatore, Howard Schultz, che in occasione di un viaggio a Milano nel 1983 sviluppò il suo progetto di portare in America l’autenticità della caffetteria italiana e i suoi segreti, usando le migliori qualità di caffè esistenti. Oggi l’azienda è un colosso mondiale con più di 180.000 dipendenti e un fatturato superiore ai $ 16 miliardi.

Starbucks in Europa

Nel 2012, Starbucks aprì dei punti vendita anche in Europa, soprattutto nelle grandi metropoli come Parigi, Madrid, Berlino o Londra, così come in molte città minori. L’apertura di negozi in Italia non è ancora molto chiara. Inizialmente prevista agli inizi del 2017, l’apertura di una caffetteria “italiana” di Starbucks è attesa per il prossimo mese di Settembre, a Milano. Allo stato attuale, anche se molti siti specializzati riportino la ricerca di personale, non esistono ancora posizioni ufficiali. Quello che si sa per certo è che la catena americana sbarcherà in Italia in partnership con il gruppo Percassi in una sede prescelta nell’ex-ufficio postale di piazza Cordusio a Milano. Ma quella di Milano dovrebbe essere solo la prima tappa di un’espansione italiana che, secondo rumors, porterà all’apertura di caffetterie a Bergamo, Verona, Venezia e Roma.

L’Azienda

starbucksStarbucks suddivide le sue operazioni soprattutto geograficamente: Americhe, Europa, Medio Oriente e Africa, Cina/Asia Pacifico…ma anche qualcosa che l’azienda chiama “Channel Development“, ovvero le operazioni in cui pubblicizza il suo business come “totalmente diverso dai comuni negozi al dettaglio“. Lo sviluppo dei canali di distribuzione comprende principalmente il caffè macinato confezionato al supermercato e le bottiglie di “Frappucino” acquistabili nelle caffetterie della catena. Con 25.085 negozi sparsi nel mondo, Starbucks viene spesso indicato come un franchising. Ma ciò è sbagliato! Starbucks ha un numero molto limitato di franchise nel Regno Unito e in Sudafrica, e non accetta offerte di franchising in Nord America. Ma ciò non significa che ognuno di questi negozi sia di proprietà della società, nel senso più rigoroso del termine. Il 75% delle entrate provengono da negozi fisici gestiti direttamente dall’azienda, il che significa che migliaia di negozi operano in base ad accordi di licenza. A questo proposito, i negozi con licenza sono per la maggior parte compresi nel continente americano. Essi comprendono infatti il 42% del totale di 15.607 negozi nordamericani. Ma nel resto del mondo, le caffetterie in licenza sono per la maggior parte (55%) operanti nella zona Cina/Asia Pacifico (6.443 negozi), mentre l’80% dei negozi è situato altrove.

Ad ogni modo, i negozi di proprietà della società rappresentano il 79% del fatturato totale della società, pari a 16,8 miliardi di dollari. I margini operativi dei negozi concessi in licenza sono invece superiori agli store tradizionali. Ma la strategia e la filosofia di Starbucks va ben oltre i numeri: assaporare il caffè senza fretta su comode poltrone conversando con altre persone, con musica di sottofondo, aroma di caffè avvolgente, camini, ambienti caldi e accoglienti, connessione ad internet gratuita e la possibilità di avere una tazza col proprio nome scritto a mano. E i numeri commerciali della catena americana sono superiori nel continente nordamericano soprattutto perché l’atto sedentario di acquistare il caffè e poi rimanere seduti e rilassarsi per lungo tempo è una tradizione ben consolidata. I bevitori di caffè nel resto del mondo, non hanno nella loro cultura questo comportamento in massa (tranne che a Vienna!). A livello di vendita al dettaglio, la maggioranza delle entrate di Starbucks proviene da vendite di bevande, che rappresentano oltre il 70% del totale delle vendite. Pasticcini, panini e altri tipi di prodotti rappresentano invece un “misero” 20%, mentre il resto è quasi uniformemente suddiviso tra caffè/tè confezionato e altro.

Il Futuro di Starbucks

Le entrate di Starbucks continuano ad aumentare, più velocemente di quanto ci si aspettasse da un’azienda che sembrava ormai aver raggiunto il raggiungibile e che è presente in un mercato saturo come quello nordamericano. Ma la Terra è grande e le domande di caffetterie è in continua crescita, soprattutto  all’estero. Alla fine del 2016, le entrate totali sono aumentate del 22,7% nella zona Cina/Asia-Pacifico. Le entrate del Nord America sono pari all’88% del totale annuo, e sono aumentate dell’11,3% alla fine del 2016. Per quanto riguarda la divisione Channel Development, le sue entrate sono aumentate dell’11,6%, a 1,9 miliardi di dollari. I prezzi all’ingrosso del caffè sono inoltre scesi del 39% nell’ultimo anno e i margini di profitto (già grandi) sono destinati a crescere quando il prezzo delle materie prime diminuisce. Ma la diminuzione dei prezzi dei chicchi di caffè è un bene anche per gli azionisti della società, che hanno visto di recente aumentare la propria quota di dividendi distribuiti.

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