Come valutare le obbligazioni

Per tanto tempo, l’investimento in bond (obbligazioni) è correlato ad una percezione di “risk free“, un concetto che valeva a maggior ragione per le emissioni di obbligazioni degli Stati sovrani. Poi dopo il crack dell’Argentina, quello di Cirio e della Parmalat (solo per citare i casi più noti) e anche sulla solvibilità di alcuni Paesi membri dell’Unione Europea, si è cominciato a dubitare fortemente sulla redditività e convenienza di questi titoli! In generale, chi decide di investire in obbligazioni, deve essere consapevole che andrà incontro a 3 tipologie di rischi.

obbligazione bondIl primo è il rischio emittente, cioè la possibilità che la società o lo Stato non siano in grado di onorare l’impegno di restituire, alla scadenza, la somma presa in prestito e corrispondere gli interessi prestabiliti. Poi, da non sottovalutare è anche il rischio di liquidità. Alcune obbligazioni, infatti, registrano pochi scambi giornalieri: per cui, se si volesse rivendere il titolo prima della scadenza naturale, ci si potrebbe trovare nella condizione di accettare una somma molto lontana da quella sperata. Solitamente, i titoli di Stato sono di gran lunga più liquidi rispetto a quelli delle aziende, soprattutto se di piccole o medie dimensioni. Infine, per chi investe in bond in una valuta diversa dall’Euro, vi è anche il rischio valuta, cioè la possibilità che la stessa si deprezzi, facendo calare il valore dell’investimento. Inoltre, molto importante è anche il fattore temporale: le obbligazioni con scadenza più lunga tendono a garantire tassi più elevati, perchè un periodo di tempo prolungato potrebbe lasciare maggiori spazi all’incertezza.

La tipologia di emittente, la durata dell’obbligazione e lo state di salute dei mercati al momento dell’emissione, sono anche dei fattori importanti che influiscono sul tasso di interesse garantito dalle obbligazioni. Tendenzialmente, quanto più sarà difficile incontrare investitori interessati, tanto più occorrerà alzare l’asticella del rendimento. Un sistema per riuscire ad identificare il livello di rischio dell’investimento, è rappresentato dai giudizi emessi dalle agenzie di rating. Nel caso di Moody’s e Standard&Poor’s (le più famose ed accreditate), viene utilizzata una scala di valutazione composta dalle prime lettere dell’alfabeto. Un’emissione accompagnata dalla tripla A (cioè AAA) è considerata altamente affidabile; seguono le categorie AA, A, per poi passare allo stesso schema con la lettera B.

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I tassi d’interesse

Un altro parametro da considerare al momento della scelta di un’obligazione è la tipologia di tasso. Le obbligazioni a tasso fisso (ad esempio il BTp) offrono la certezza di un interesse prefissato per tutta la loro durata. Ma esse non proteggono il risparmiatore dalla perdita del potere d’acquisto della moneta causato dall’inflazione! Al contrario, i bond indicizzati ancorano il rendimento e/o il prezzo di rimborso del titolo all’andamento di un indice prescelto all’atto di emissione.

tassazione

Le emissioni obbligazionarie corporate e bancarie sono soggette ad un’aliquota unica del 20% (prelievo che si applica sui guadagni). Nel caso dei titoli di Stato, invece, è previsto un prelievo ridotto al 12,5%.

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