Come Funziona il Capital Gain Nel Trading In Dollari Americani

Il termine inglese “capital gain” viene usato in ambito borsistico e finanziario, ed indica il guadagno in conto capitale ovvero il guadagno ottenuto dalla compravendita di azioni, di obbligazioni e di altri strumenti finanziari. Per definizione il capital gain è la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di uno strumento finanziario. Attualmente, in Europa il capital gain è soggetto ad una tassazione con aliquote differenziate da paese a paese. Ad esempio, in passato in Italia il capital gain frutto di plusvalenze di Borsa non era tassato. In seguito fu introdotta una tassazione al 12,5% sul guadagno ottenuto per poi passare, a seguito di una manovra finanziaria, al 20% con decorrenza dal 1 gennaio del 2012. Ora ci occuperemo deI capital gain nel Forex Trading e, più specificatamente, quello riguardante le operazioni in dollari (o comunque in una divisa diversa dall’Euro ).

12332Il capitale gain nel trading in dollari americani (USD) è regolamentato secondo le norme applicate alla negoziazione in Euro: in poche parole, non vengono tassate le plusvalenze su cambi a pronti in divisa Euro/Dollaro ed Dollaro/Euro. La legge ci dice che “le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento sia superiore a 51.645,69 Euro per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67 ,comme 1Ter TUIR).” Il calcolo della minusvalenza e plusvalenza avviene invece sul controvalore totale (margine di garanzia del cliente + finanziamento della Banca/Broker) dell’operazione di acquisto in dollari e della chiusura in dollari. Questa formula include anche la differenza fra il valore del cambio euro/dollaro all’apertura della posizione e quello rilevato alla chiusura.

Esempio

Un tizio acquista in leva 10 azioni del titolo X al prezzo di 120 USD per un controvalore di 1200 USD, con un valore del cambio euro/dollaro pari a 1.20: questa posizione si compone di 400 USD costituiti dal margine e 800 USD di finanziamento.

Il valore della posizione in Euro è pari a 1200 / 1.2 = 1000 Euro

Ipotizziamo ora che il cliente decida di chiudere la posizione quando il valore del cambio scende a 0.92 lasciando invariato il prezzo del titolo acquistato. Ciò significa che….

  • Acquisto: 120 USD (prezzo del titolo) X 10 (quantità) / 1.20 (valore del cambio) = 1000 Euro
  • Chiusura: 120 (prezzo del titolo) X 10 (quantità) / 0.92 (valore del cambio) = 1304 Euro
  • Totale della posizione: 1304 (controvalore della vendita) – 1000 (controvalore dell’acquisto) = 304 Euro

Il calcolo fiscale dell’operazione per la plus-minusvalenza verrà quindi effettuato sul totale positivo o negativo (in Euro) del controvalore complessivo della posizione.
In questo caso c’è una plusvalenza sulla posizione pari a 304 Euro e questo importo verrà tassato al 20%.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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