Gli aumenti di capitale

L’aumento di capitale è un atto di carattere straordinario che si verifica con la modifica del patrimonio netto (aumento a pagamento) o con la semplice imputazione di riserve o fondi di bilancio (aumento gratuito). In entrambi i casi l’aumento può essere attuato con l’emissione di nuovi titoli o con l’incremento del valore nominale delle vecchie azioni. I titoli dovranno essere offerti in opzione ai soci per consentirgli di mantenere la quota di partecipazione o di essere compensati dalle eventuali perdite patrimoniali conseguenti all’operazione. Nel caso delle società quotate, il ricorso ad una operazione di aumento del capitale risulta facilitata. In ogni caso, per poter procedere con un aumento del capitale occorre:

  • stabilire l’entità delle risorse necessarie, tenuto conto del costo sopportabile, delle disponibilità e del costo di fonti alternative,della recettività del mercato;
  • determinare le caratteristiche dell’operazione (tipologia dell’aumento e dei titoli offerti);
  • eseguire gli adempimenti di legge e regolamentari richiesti;
  • organizzare ed eseguire l’aumento nei suoi dettagli operativi (individuazione degli intermediari coinvolti nella fase di raccolta delle adesioni).

Gli aumenti di capitale possono essere di 3 tipi:

  1. a titolo gratuito, che può essere effettuato tramite il trasferimento in sede di bilancio di riserve o fondi disponibili a conto capitale o con l’assegnazione gratuita ai soci di azioni di nuova emissione in proporzione a quelle già da essi possedute oppure tramite un aumento del valore nominale delle azioni esistenti;
  2. a pagamento, che può avvenire quando i soci attuali della società e/o terzi soggetti conferiscono nuovo denaro o beni in natura o quando la società emette nuove azioni, che possono essere alla pari oppure gravate da un cosidetto sovraprezzo.
  3. misto, cioè quando l’aumento avviene con operazioni sia di aumento di capitale a pagamento sia di aumento di capitale a titolo gratuito. Ne consegue sia il diritto di opzione sia il buono di sottoscrizione.

Il diritto di opzione

Il diritto di opzione assicura al proprietario di azioni ordinarie e al proprietario di obbligazioni convertibili il diritto di sottoscrivere le azioni di nuova emissione con preferenza rispetto a terzi. Tale diritto può essere esercitato in base al numero di azioni già possedute o, nel caso di obbligazioni convertibili, in base al rapporto di cambio. Nel caso di partecipazione all’aumento di capitale si parlerà di diritti esercitati, mentre se non avverrà la partecipazione, i diritti non saranno esercitati e finiranno sul mercato. Il nuovo investitore potrà scegliere se comprare il diritto e successivamente il titolo oppure direttamente il titolo. Il prezzo del diritto di opzione si quantifica in borsa: infatti, i diritti di opzione sono negoziati in borsa in corrispondenza del periodo in cui ha luogo l’aumento del capitale. Sulla base delle correnti di domanda e di offerta in un apposito mercato scaturisce il prezzo effettivo del diritto di opzione. Tale prezzo effettivo che si viene a formare nel mercato trova un riferimento (almeno inizialmente) nel valore teorico del dirittod’opzione che si calcola tenuto conto esclusivamente delle caratteristiche dell’aumento di capitale e della quotazione delle azioni in circolazione prima dell’effettuazione dell’operazione sul capitale. Il valore optato teorico delle azioni a seguito dell’aumento del capitale indica quale dovrebbe essere la nuova quotazione di mercato delle azioni della società ad aumento di capitale avvenuto. In altri termini, in una situazione di mercato perfetto il valore optato teorico delle azioni dovrebbe essere pari al loro prezzo di mercato prima dell’aumento del capitale meno il valore teorico del diritto d’opzione.

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