Guida Alle Opzioni “Put” e “Call”

Con il termine opzione s’intende quel contratto che assegna ad una delle parti (dietro corrispettivo di un premio che ne costituisce il costo di acquisto) il diritto, e non l’obbligo, di acquistare (opzione call) o di alienare (opzione put) una certa quantità di un individuato strumento finanziario (bene sottostante), ad un prezzo predeterminato (strike price), ad una scadenza fissata o entro la stessa. Il premio è stabilito da una percentuale dell’importo oggetto del contratto. Le opzioni basilari sono quindi l’opzione call e l’opzione put: il compratore (nell’opzione call) ha facoltà di ritirare i titoli (acquistare) o abbandonare oppure (nell’opzione put) di consegnare i titoli (vendere) o abbandonare. Una “call” significa quindi acquistare una nota attività ad un prezzo prestabilito (strike price); la put option, rappresenta il diritto di vendere una specifica attività, ad un valore stabilito. In ambito finanziario, le opzioni sono considerate uno “strumento asimmetrico”, in quanto il possessore può decidere di vendere o acquistare il sottostante solo se pensa di poterne trarre profitto; si riserva quindi il vantaggio di studiare il mercato azionario, capirne l’andamento e valutare quando applicare l’opzione.
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In questo articolo si parla di:

Nozioni Basilari

L’acquirente di un’opzione call ha il diritto ma non l’obbligo di acquistare il titolo sottostante al prezzo di esercizio prima della scadenza del contratto. Il venditore di un’opzione call, noto anche come “scrittore“, è obbligato a vendere le azioni del titolo sottostante al prezzo riportato sul contratto (strike price), nel caso in cui un acquirente decida di esercitare l’intenzione di acquistare le azioni. In ogni transazione, l’importo pagato dal compratore al venditore viene indicato come “premio“, che è la fonte di reddito per gli scrittori di un’opzione. In questi contratti, l’acquirente dell’opzione put ha il diritto ma non l’obbligo di vendere le azioni sottostanti al prezzo di esercizio prima della scadenza. Se l’acquirente del contratto decide di vendere le azioni sottostanti, lo scrittore dell’opzione è obbligato a comprarli. Prezzo di mercato, prezzo spot  e prezzo di esercizio (strike price) possono correlarsi in tre diversi modi: lo strike price può essere eguale al prezzo spot (in questo caso l’opzione è detta “at the money”); lo strike price può essere più alto del prezzo spot ( la call è detta “out of the money”, la put è detta “in the money”); lo strike price può essere al di sotto del prezzo spot (la call è detta “in the money”, la put è detta “out of the money”). Ovviamente, l’acquirente del diritto d’opzione si avvarrà dello stesso solamente nel momento in cui ne ricaverà un profitto: ad esempio, nel caso dell’opzione call, quando il prezzo di mercato dello strumento finanziario sottostante risulti più basso dello strike price. E’ anche chiaro come il rischio di mercato e quello di credito si presentino asimmetrici per il venditore ed il compratore dell’opzione. Il compratore, in relazione al rischio di mercato, potrebbe ottenere un profitto senza limiti se il prezzo si alza in suo favore, mentre la sua perdita sarà circoscritta all’ammontare del premio se il prezzo si riduce. Uno degli svantaggi è che il venditore vedrà delimitato il suo guadagno all’ammontare del premio incassato, mentre in linea teorica è esposto ad una perdita infinita. Il compratore è tenuto infatti ad accollarsi per la durata del contratto il rischio che il venditore non esegua il proprio obbligo; il venditore, invece, non sostiene un peso in tal senso dato che il compratore non ha alcun obbligo. L’unico problema è ovviamente il rischio (presente tra la data della transazione e quella del pagamento) che il compratore non paghi l’ammontare del premio.

Ad ogni modo, che l’obiettivo del trader sia quello di puntare al rialzo o al ribasso, per guadagnare bisognerà saper interpretare le oscillazioni del mercato, perché il trading in opzioni non si basa sull’andamento del titolo, ma sulla previsione del suo andamento sul mercato. Ciò significa che se il titolo calerà di valore e si era puntato sulla sua effettiva perdita, il trader realizzerà un guadagno; se invece il titolo perde, ma si era effettuata un’operazione rialzista, il trader otterrà una perdita.

Europa vs America

Le opzioni di tipo “put” e “call” possono essere di due tipi: europee e americane. Nel primo caso, il diritto può venire esercitato soltanto alla scadenza. Nell’opzione put americana, invece, il soggetto che ha comprato il titolo sottostante potrà esercitare il proprio diritto nei confronti dello stesso anche prima della scadenza, in qualsiasi momento e senza precisare a nessuno il periodo di esercizio.

 

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