I 3 Peggiori ETF Per Investitori A Lungo Termine

Per gli investitori di lungo termine, la diversificazione e i bassi costi che i fondi negoziati in borsa possono rappresentare per loro alcuni dei migliori investimenti sul mercato. Tuttavia, proprio come le azioni, un cattivo ETF potrebbe distruggere la redditività di un portafoglio finanziario. In questo senso, la cosa più importante che gli investitori possono fare è assicurarsi di capire esattamente cosa stanno comprando. Acquistare e vendere ETF è semplice come acquistare e vendere azioni: la differenza principale che distingue questi fondi dai titoli azionari è che i primi possono contenere un certo numero di investimenti complessi e unici che possono arrecare molti danni ai rendimenti di alcuni investitori. Molti ETF, infatti, non sono “progettati” per rendere nel lungo termine, ma sono invece utili strumenti di “day-trading”.

A questo proposito, vediamo quali sono considerati attualmente i peggiori ETF per gli investitori a lungo termine.

Direxion Large Cap Bull 3X Shares (ETF) (NYSEARCA: SPXL)

Tendenzialmente, questo ETF potrebbe essere considerato uno dei migliori…nel breve termine! SPXL è un particolare tipo di fondo, conosciuto come “ETF leveraged“, progettato per generare tre volte il ritorno del S&P 500 ogni giorno. Questo fondo, così come altri “levereged”, basano la loro leva finanziaria sull’acquisto e la vendita di strumenti derivati ​​complessi e swap alla fine di ogni giornata di negoziazione. L’obiettivo è quello di triplicare il ritorno del S & P 500 (bene o male) tutti i giorni. Il problema sta però nella “matematica”. Se l’andamento dell’indice S&P 500 sarà costante e coerente nel tempo, SPXL renderà bene (ha fatto registrare infatti ottime performance durante il recente mercato toro). Ma se il mercato va di traverso, farà perdere tantissimo a chi ha investito in questo fondo. Pensate se l’indice S&P 500 dovesse perdere il 30% in caso di fase recessiva nei prossimi anni: quanto farebbe 30% x 3?! Ecco perché gli investitori di lungo termine dovrebbero stare alla larga da questo ETF.

United States Oil Fund LP (ETF) (NYSEARCA: USO)

Se investite in commodities e soprattutto nel settore petrolifero a lungo termine, vi consiglio di non considerare questo ETF. Il problema principale di questo fondo con OSU è abbastanza comune tra gli ETF riguardanti le commodities: OSU, in realtà, non compra barili di greggio ma acquista contratti future sul petrolio, che sono impegni per l’acquisto di una certa quantità di greggio ad un determinato prezzo e ad una determinata data in futuro. Prima che i contratti scadano, i gestori del fondo fanno semplicemente un “roll over” dei contratti, vendendo quelli che sono impostati per scadere e acquistano un nuovo lotto di contratti con date di scadenza più avanti nel futuro. Il problema nasce quando il mercato si aspetta che i prezzi del petrolio tenderanno a salire nel corso del tempo. Questo fenomeno, noto come “contango“, significa che il costo dei contratti di acquisto supereranno i rendimenti di quelli che stanno vendendo. Il risultato (negativo!) più evidente si avrà quindi sulle prestazioni a lungo termine dell’ETF. Gli investitori a lungo termine delle materie prime dovrebbero cercare invece ETF azionari specializzati nel “comprare”. Ad esempio, il VanEck Vectors Oil Services ETF (NYSEARCA:OIH) possiede azioni delle maggiori società di servizi petroliferi del mondo.

iPath S&P 500 VIX Short Term Futures TM ETN (NYSEARCA: VXX)

Durante la crisi finanziaria del 2008-2009, i traders più abili hanno sfruttato la volatilità dei mercati per fare un sacco di soldi. Ed è stato questo il “motivo scatenante” della nascita di questo ETF. VXX è stato infatti progettato per monitorare l’indice di volatilità CBOE Volatility Index (VIX). Purtroppo, dal momento che non c’è modo di investire direttamente in VIX, ogni operazione con questo ETF potrebbe generare confusione. La particolarità di questo fondo è che investe in contratti future VIX a breve scadenza. Mentre questi contratti a breve termine consentono una migliore monitoraggio, rappresentano anche un problema per gli investitori dal momento che i contratti future a breve termine sono costantemente in scadenza! A rendere le cose ancora peggiori, VXX non è tecnicamente un ETF…..ma un ETN (Exchange Traded Notes), ovvero strumenti finanziari emessi a fronte dell’investimento diretto dell’emittente nel sottostante (diverso dalle commodities) o in contratti derivati sul medesimo. Il prezzo degli ETN è, pertanto, legato direttamente o indirettamente all’andamento del sottostante. Gli ETN, e quindi anche gli ETC, a differenza degli ETF, sono delle note bancarie e non dei fondi. In pratica, l’ETN è più simile ad un’obbligazione senza cedola a lunghissima scadenza, il cui rendimento è correlato ad un indice.
A differenza degli ETF, rappresentano dei fondi con un notevole rischio per la controparte; nel caso di fallimento dell’emittente il sottoscrittore di un ETN rischierebbe di perdere l’intero capitale investito.

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