L’inflazione

L’inflazione porta istantaneamente alla mente delle persone immagini di aumento dei prezzi, contrazione degli stipendi e consumatori infelici: ma l’inflazione è totalmente un  male? L’inflazione viene definita come “un aumento sostenuto del livello generale dei prezzi di beni e servizi.” Molti consumatori la temono perché riduce il potere d’acquisto del loro denaro. L’influenza che l’inflazione ha sui consumatori in Italia e in altri paesi sviluppati può essere vista sui prezzi della benzina, giusto per citare un esempio. Quando il prezzo della benzina sale, ci costa di più riempire il serbatoio del nostro veicolo alla pompa di benzina. Anche se la quantità di denaro assegnato al combustibile prende una percentuale più grande del nostro stipendio, si otterrà sempre la stessa quantità di carburante. E questo, di conseguenza, ci lascerà meno denaro da spendere per altre cose! Nei paesi meno sviluppati, l’inflazione dei prezzi alimentari desta una sempre maggiore preoccupazione. Quando il prezzo dei prodotti alimentari di base aumenta in modo significativo (e avendo un basso reddito), i consumatori incontreranno delle gravi difficoltà. Negli ultimi anni, l’inflazione dei prezzi alimentari ha portato a manifestazioni pubbliche e disordini in molti paesi in tutto il mondo, tra cui Cile, Marocco, Tunisia e Algeria.

L’inflazione

Come misurare l’inflazione

l'inflazioneCi sono diversi modi per misurare l’inflazione. Poiché un’inflazione elevata ha delle conseguenze importanti per la società, è importante che essa venga controllata e gestita efficacemente. Per misurare l’inflazione, è dunque essenziale poter contare su criteri “armonizzati” che utilizzino definizioni concordate e metodi comuni per produrre risultati raffrontabili. L’unità di misura dell’inflazione deve essere pertinente ai fini dell’elaborazione di politiche economiche e l’indice scelto deve anche saper tenere traccia nel tempo dei mutamenti di prezzo osservati dai cittadini nella vita quotidiana.

Nell’UE, l’inflazione dei prezzi al consumo è misurata dall’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), dove per “armonizzato” si intende che tutti gli Stati membri dell’UE seguano la stessa metodologia per calcolare questo indice, che garantisce dunque la comparabilità tra un paese e l’altro. Perché l’IPCA sia affidabile, deve misurare con la massima precisione possibile i comportamenti di consumo che le famiglie mantengono nella vita di tutti i giorni. A questo fine, i servizi statistici nazionali degli Stati membri compongono un “paniere” di beni e servizi che riflette i modelli di consumo rappresentativi di tutti i tipi di famiglia presenti nel paese. Il paniere comprenderà i prezzi di beni e servizi comunemente acquistati, come l’affitto, i generi alimentari, l’abbigliamento e il parrucchiere, ma anche spese meno ricorrenti quali i premi assicurativi e le riparazioni e la manutenzione della casa e dell’auto. Per seguire da vicino l’evoluzione dei prezzi, viene selezionato un campione rappresentativo di negozi e rivendite al dettaglio in vari paesi e città, in cui viene creato un paniere di prodotti e servizi reali.

Il paniere non deve necessariamente essere lo stesso in tutti i luoghi: ad esempio, nelle cittadine di minori dimensioni al supermercato ci può essere meno scelta rispetto a una grande città. Il contenuto dei panieri viene inoltre aggiornato regolarmente per riflettere le variazioni nei modelli di consumo. Poi, ad intervalli regolari, si registrano i prezzi di questi beni e servizi. Ad esempio, in Germania ogni mese circa 600 rilevatori visitano quasi 30.000 punti vendita in 188 comuni. Vengono inoltre registrati i prezzi di listino e i prezzi disponibili su Internet. Complessivamente, vengono rilevati ogni mese oltre 300.000 prezzi. In Spagna vengono rilevati ogni mese 220.000 prezzi in 177 comuni, mentre in Francia vengono visitati circa 30.000 punti vendita in 106 conurbazioni per rilevare i prezzi di 130.000 prodotti specifici.

Come potete immaginare, non tutti i componenti del paniere hanno lo stesso peso: i generi alimentari si comprano quasi ogni giorno, mentre la spesa per la benzina può essere settimanale, l’appuntamento dal parrucchiere ha forse cadenza mensile e l’assicurazione dell’auto si paga una volta l’anno. Pertanto, se da un lato la composizione del paniere dell’IPCA è un campione rappresentativo di ciò che viene acquistato, dall’altro è necessario valutare la frequenza con cui ciascun articolo è comprato: ogni prodotto deve dunque essere ponderato per rifletterne l’importanza nel bilancio familiare. In ogni caso, l’IPCA riveste un ruolo determinante nell’impostazione della politica monetaria, poiché è il principale indicatore impiegato dalla Banca Centrale Europea (BCE) per la valutazione della stabilità dei prezzi nell’Eurozona. Altri metodi di calcolo includono il metodo dei “valori anomali“, che nel calcolo “rimuove” quei prodotti che hanno avuto i più grandi cambiamenti di prezzo.

Parecchie variazioni sull’inflazione sono anche degne di nota. L’iperinflazione, ad esempio, è quell’inflazione insolitamente rapida. In casi estremi, questo può portare alla rottura del sistema monetario di una nazione! Uno degli esempi più notevoli di iperinflazione si verificò in Germania nel 1923, quando i prezzi salirono del 2.500% in un solo mese!! La stagflazione, invece, è data dalla combinazione di fattori come l’alta disoccupazione e la stagnazione economica assieme l’inflazione. Questo accadde nei paesi industrializzati nel corso del 1970, quando una cattiva economia si combinò con l’aumento dei prezzi del petrolio da parte dell’OPEC. All’altra estremità vi è invece la deflazione, che si verifica quando il livello generale dei prezzi diminuisce. In pratica, è l’opposto dell’inflazione!

Il lato positivo dell’inflazione

L’inflazione ha una connotazione positiva che molte persone non riescono a capire, perchè vedono solo il suo lato negativo! Certo, l’inflazione significa che ci costerà più denaro acquistare oggetti che in precedenza erano disponibili ad un prezzo inferiore. Tuttavia, può anche significare che i prezzi delle case, metalli preziosi, azioni, obbligazioni e altre attività aumentino. Quindi, per i proprietari di tali attività, l’inflazione può avere un effetto molto positivo! L’inflazione può anche provocare l’aumento dei salari. Se i salari crescono più rapidamente del costo di beni e servizi, un aumento dei salari potrebbe compensare un aumento dei prezzi!

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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