Come Trovare Azioni Sottovalutate

Nel tempo il “value investing” ha dimostrato di essere una delle tecniche di investimento più efficaci e redditizie. Numerosi studi hanno dimostrato che l’acquisto di azioni a basso prezzo nel lungo periodo supera i risultati delle azioni “growth” e del mercato nel suo complesso. Il succo di questa strategia è quindi quello di acquistare azioni sottovalutate che, col tempo (si spera!), il mercato apprezzerà adeguatamente e farà tornare ai suoi “veri” livelli consentendo all’investitore di ottenere un buon profitto. Ma come si fa a capire quando un titolo è sottovalutato? Il fatto è che non esiste una risposta universale a questa domanda, anche perché è quasi impossibile stabilire il vero valore di una società. Ciò significa che bisogna considerare variabili quantitative e qualitative, ma soprattutto imparare a fare delle valutazione proprie. Benjamin Graham (mentore di Warren Buffett e padre del Value Investing) per valutare un’azienda non considerava un valore preciso, ma un intervallo di valori e, rispetto a questo intervallo, decideva se una azienda fosse sottovalutata o meno.

Perché Un Titolo Viene Sottovalutato?

Vediamo ora i motivi principali per cui un titolo viene sottovalutato:

  • Performance inaspettate – Se i risultati trimestrali risultano meno positivi di quanto il mercato si attendesse, allora il titolo può calare più di quanto le condizioni di business dell’azienda richiederebbero.
  • Crollo della Borsa – Quando crolla il mercato azionario, un titolo può perdere di valore e sarà possibile trovare ottime aziende sottovalutate. Questo perché, di solito, dopo un crollo vi sarà una ripresa. Abbiate pazienza.
  • Notizie negative – Come quando un titolo non risponde alle attese degli analisti, le brutte notizie possono avere un effetto talmente negativo da spingere le quotazioni a livelli bassi che non rispecchiano il reale valore dell’azienda in questione.
  • Fluttuazioni cicliche – Alcuni settori hanno performance migliori in certe fasi del ciclo economico. Ed è in questi settori che bisogna guardare per trovare titoli sottovalutati.

Parametri Da Considerare

Plus500Per riuscire a trovare un titolo sottovalutato il trader deve tenere in considerazione alcuni parametri economici.

  • Rapporto prezzo utili (P/E) – Il rapporto P/E viene calcolato dividendo il prezzo del titolo (corrente) per gli utili annuali. Questo parametro è molto utile ai trader per confrontare tra loro i titoli dello stesso settore. Un rapporto P/E basso vuol dire che il titolo è meno caro di quelli che hanno un P/E più alto.
  • Rapporto prezzo/valore libro (P/B) – Questo indicatore viene calcolato dividendo il prezzo attuale per il patrimonio per azione. Un valore di libro minore di 1 significa che il titolo viene scambiato ad un valore inferiore rispetto al patrimonio aziendale.
  • Rapporto P/E e crescita degli utili (PEG) – Si calcola dividendo il rapporto P/E per il tasso di crescita degli utili previsto per un certo periodo di tempo (di solito, 5 anni). Questo parametro può essere utile per stimare il valore di una azienda con un rapporto P/E alto ma con utili in forte crescita.
  • ROE – Il Return on Equity, l’utile netto dell’azienda come percentuale del capitale di rischio, è il capitale conferito all’azienda dai soci. Si tratta di uno degli indicatori economici più utilizzati dai trader ed è utile per valutare quanto l’azienda sia capace di utilizzare i capitali investiti per generare profitto.
  • Current Ratio – Si tratta del quoziente di liquidità di una azienda, ed è dato dal rapporto tra le attività correnti e le passività correnti. Misura la capacità di una azienda di far fonte agli impegni a breve termine.
  • Rapporto Debiti/Capitale di Rischio – Come è ovvio, viene calcolato dividendo il debito totale dell’azienda per il capitale di rischio.

Ad ogni modo, oltre ai parametri sopra citati, sarebbe opportuno utilizzare dei propri criteri di selezione dei titoli. Questo perché la definizione del valore di una azienda non è chiara e universale, ma può variare da analista ad analista. Alcuni, ad esempio, consigliano di investire in società con un P/E inferiore alla media di settore, un rapporto tra debiti e capitale di rischio inferiore a 0,5, e un ROE di almeno il 15%. Ma è solo un’opzione e non una regola che vale sempre. Warren Buffett, ad esempio, utilizza un altro criterio per valutare se un titolo è sottovalutato: il vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. Tale vantaggio può proteggere l’azienda dai periodi di difficoltà economiche generali e dai suoi diretti concorrenti. Un’azienda che ha un vantaggio competitivo importante ha un valore maggiore di chi non ce l’ha. Ma è importante sapere anche come viene valutata l’azienda dal suo interno, ovvero conoscere se il suo management sta acquistando titoli della stessa oppure li stanno vendendo (internal dealing). Ma la regola generale che vale per chiunque è quella di avere pazienza e aspettare. Questo perché vi sono spesso periodi in cui i mercati sono sopravvalutati e risulta quindi difficile trovare titoli sottovalutati. In questi casi, l’unica cosa da fare, è aspettare che il trend cambi.

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