I Migliori Titoli Del Settore Assicurativo

Il settore assicurativo è in calo in questa prima metà del 2016. Sui listini europei il settore assicurativo ha infatti registrato da inizio anno un calo del 13,6%, superiore a quello del mercato (-8,3%). Le pressioni sui prezzi delle polizze danni sono in aumento, con il risultato che il ramo vita è maggiormente in crescita. Quest’ultimo beneficia inoltre dell’applicazione dei nuovi requisiti previsti da Solvency II, che stanno portando a notevoli cambiamenti, incoraggiando la crescita di strumenti come le unit-linked e le strategie di protezione del capitale. Nonostante ciò, sul mercato esistono ancora dei titoli interessanti su cui puntare per un investimento a medio-lungo termine.

1. Axa (AXA)

Il colosso francese delle assicurazioni ha una capitalizzazione di mercato pari a 50,4 miliardi di euro e gli analisti gli hanno assegnato il rating buy (comprare), con target price 32 euro, di quasi il 50% superiore alle quotazioni attuali. I ricavi 2015, realizzati per il 60% nel ramo vita, si sono attestati intorno ai 37 miliardi di euro, mentre l’utile netto è di 5,6 miliardi. Il rapporto P/E (prezzo/utile) scende da 8 nel 2016 a 7,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione rispettivamente di 2,55 e 2,76 Euro. Il ROE (redditività del capitale) si attesta stabilmente al 9,8%. Interessante anche il dividend yield del 6,2% nell’esercizio corrente e del 6,9% nel prossimo, in funzione di una cedola rispettivamente di 1,28 e 1,43 euro. Negli ultimi tre mesi la performance del titolo è negativa (-17,7%).

2. Generali (G)

La compagnia italiana è una delle più grandi al mondo nel suo settore e la sua rete si estende principalmente nei mercati dell’Europa occidentale, l’America settentrionale e l’Estremo oriente. Si tratta di una delle società con il maggiore potenziale di rialzo (+60%) rispetto a un prezzo obiettivo di 21 euro. Gli analisti hanno quindi aumentato il suo rating da hold (mantenere) a buy (comprare). Il gruppo opera prevalentemente nel settore assicurativo vita (72% dei premi) ed è attivo in più di 60 Paesi. Il titolo, che a Piazza Affari capitalizza 20,2 miliardi di euro, tratta con un multiplo di 8,1 sull’utile 2016 e di 7,4 su quello del 2017 (eps pari rispettivamente a 1,61 e 1,76 euro). Dopo quattro anni di performance inferiore alla media, il 2016 dovrebbe essere l’anno del riscatto grazie alle migliorate prospettive sul fronte dei margini reddituali e di una valutazione di Borsa non troppo cara. Il dividendo è stimato 0,83 nel 2016 e 0,95 nel 2017, che corrisponde a un dividend yield del 6,4% quest’anno e del 7,3% nel prossimo. Generali ha un ROE piuttosto stabile (10,3% nel 2016 e 10,7% nel 2017). La performance degli ultimi tre mesi è stata negativa (-23,5%).

3. Allianz (ALV)

IT_200x200 (1)Il colosso tedesco delle assicurazioni ha una capitalizzazione di mercato pari a 65 miliardi di euro, ed è a detta di molti analisti leggermente sottovalutato (8,5%) rispetto a un prezzo obiettivo di 155 euro. Il rating assegnatogli è hold (mantenere). L’azienda è leader nel settore assicurativo (53% dei premi nel vita) e nell’asset management, con quasi 85 milioni di clienti in oltre 70 Paesi. Nell’ultimo esercizio i premi totali hanno toccato 120 miliardi di euro, a fronte di un utile netto di 6,6 miliardi. Il titolo viene scambiato 9,8 volte l’utile 2016 e 9,6 quello del 2017, rispetto ad un EPS pari rispettivamente a 14,52 e 14,86 euro. La redditività è in leggera riduzione, visto che il ROE passa dal 10,2 al 9,9%. Il rendimento della cedola è invece intorno al 5% in entrambi gli esercizi, con il dividendo stimato rispettivamente 7,28 e 7,45 euro. Negli ultimi tre mesi il titolo ha lasciato sul terreno il 12,5%.

4. Aegon (AEGN)

Gli analisti hanno assegnato alla società olandese un target price di 7 euro, contro una quotazione recente di 4,92, che implica un potenziale del 40%. Il rating è buy (comprare). Il gruppo, che capitalizza 10,4 miliardi di euro, è specializzato nel ramo vita e pensioni (90% dei ricavi). Deriva inoltre il 56,5% dei premi dalle Americhe. Il titolo tratta 6 volte l’utile 2016 e 5,6 quello del prossimo esercizio, pari rispettivamente a 0,81 e 0,88 euro. Il roe sale dal 6,7 al 7%, mentre il rendimento della cedola migliora dal 5,7 al 6,9%, a fronte di un dividendo rispettivamente di 0,28 e 0,34 euro. Negli ultimi tre mesi il titolo è sceso del 6,5%, meno della media.

5. Zurich (ZFIN)

Il gruppo svizzero offre prodotti e servizi assicurativi in più di 170 Paesi e ha una capitalizzazione di mercato di 33,2 miliardi di franchi svizzeri. Per gli analisti ha un rating “sell” (vendere). I ricavi 2015, realizzati per il 27% nel ramo vita, sono superiori a 48 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è 1,84 miliardi. Il P/E (prezzo/utile) scende da 10 nel 2016 a 9,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione (EPS) rispettivamente di 21,77 e 23,36 franchi. In leggero aumento il ROE che passa dal 10,3 al 10,7%. Molto attraente il dividend yield del 7,7% in funzione di una cedola in entrambi gli esercizi di 17 franchi. Negli ultimi tre mesi la performance del titolo è stata negativa (-13,4%).

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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