IL MACD, l’indicatore più utilizzato dai traders

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MACD

è l’acronimo di Moving Average Convergence/Divergence (vale a dire Media Mobile di Convergenza/Divergenza), ed è l’indicatore tecnico più utilizzato dai traders, esperti e non, per analizzare i prezzi del mercato. Questo oscillatore permette di individuare con facilità i segnali di entrata attraverso l’osservazione dell’incrocio delle linee. La sua popolarità esercita una certa influenza sulla sua efficacia come strumento di analisi tecnica, in quanto a sua volta condiziona l’andamento dei prezzi.

Come leggere il Macd

macd 1

In genere il MACD è impostato su tre medie: 12 per la media breve (o media mobile veloce), 26 per la media lunga (o media mobile lenta), 9 per il segnale (trigger line). Le barre verticali verdi rappresentano l’istogramma, la linea rossa rappresenta la MACD line, che si occupa di tracciare la differenza tra le due medie, e la linea blu rappresenta invece la Signal line. In sostanza il MACD è un indicatore di momentum che attraverso la rappresentazione di linee mobili esponenziali permette di stabilire i punti di entrata e di uscita sul mercato. Prendiamo un esempio di tendenza sul lungo periodo dove il mercato è in fase di rialzo:
macd_03 Nel grafico in alto possiamo rilevare, contrassegnata in arancione, una zona di ritracciamento; mentre, nel grafico in basso possiamo osservare il comportamento del MACD. I valori del MACD sono al di sopra della linea dello zero, e questo indica un chiaro uptrend, vale a dire una tendenza al rialzo. Al termine della fase di ritracciamento le due linee si intersecano e viene generato un segnale di acquisto.
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In una tendenza al ribasso invece, si verifica la situazione opposta, e dovremo prestare attenzione al momento in cui ci sarà un incrocio al ribasso delle due linee, il quale genererà un segnale di vendita.
macd_07
Tuttavia solo alla chiusura della candela potremo essere sicuri che l’incrocio delle due linee si sia verificato. Prima di prendere una posizione è necessario fissare i livelli di stop loss e take profit. Lo stop loss va inserito di qualche pip (point in percentage, ovvero l’unità base per misurare gli spostamenti del prezzo) sotto il minimo di pullback. Per il take profit possiamo porre lo stop a pari e il profitto in un rapporto di rischio/guadagno di 1:1 (ovvero quando i pips guadagnati sono pari ai pips dello stop loss); infine chiudiamo a metà posizione quando si verifica un ulteriore incrocio al ribasso delle linee:
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Sarebbe saggio a questo punto chiudere l’operazione, ma data la tendenza, l’oscillatore potrebbe anche indicare un ritracciamento del trend corrente, anzichè una controtendenza. Dobbiamo in questo caso fare attenzione a quando una delle due linee attraversa la linea di equilibrio (quella dello zero) in direzione opposta, quello sarà il segnale per terminare l’operazione e attendere nuovi sviluppi.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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