Come Investire In BTP

Negli ultimi tempi, abbiamo sentito tanto parlare di termini come Spread, Bund, Rendimento, BTP, BOT. Da qualche tempo a questa parte, infatti, molte persone si sono avvicinate a tematiche finanziarie e altrettanti risparmiatori hanno approfittato dei rendimenti dei titoli di Stato che, a causa della crisi economica, sono stati particolarmente generosi! Per cui oggi vorrei darvi delle piccole e semplici linee guida sugli investimenti in BTP (Buoni del Tesoro Poliennali).

I titoli di Stato sono emessi dal Tesoro Italiano tramite asta pubblica. Ogni investitore ha la possibilità di comprarli direttamente sul mercato primario (cioè alla prima emissione, o nelle riaperture) oppure sul mercato secondario. I BTP sono quotati su due mercati principali: MTS e MOT. Si tratta di due mercati secondari dove si effettuano le compravendite di obbligazioni e di titoli di Stato subito dopo che sono stati emessi. Quindi, se si vuole comprare un BTP dopo l’asta pubblica o se lo si vuole vendere prima della scadenza, si deve necessariamente passare da questi mercati! Vediamoli ora nello specifico:

  • Il Mercato Telematico dei Titoli di Stato (MTS) è il mercato “all’ingrosso” dove si negoziano grandi quantitativi di titoli (cioè oltre i 2,5 milioni di euro), ed è quindi destinato principalmente agli investitori istituzionali;
  • Il Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) è invece dedicato a tutte quelle transazioni che hanno un quantitativo inferiore di titoli, che lo rende il più adatto ai piccoli risparmiatori come la maggior parte degli investitori.

Nel caso dei Titoli di Stato, i prezzi in questi due mercati sono di solito allineati e, su entrambi, la liquidità (in condizioni normali!) è eccellente. Quindi, se vogliamo comprare un BTP già esistente, dovremmo recarci alla nostra Banca di fiducia o al Banco Posta, disporre di un conto titoli e chiedere allo sportellista di fare l’acquisto (oppure digitare il codice del titolo nell’area compravendita del nostro conto online). In seguito, la Banca trasmetterà l’ordine al MOT e metterà sul nostro conto il quantitativo di BTP richiesto al prezzo negoziato (più qualcosina!). Vediamo ora la procedura, passo per passo.

1. Conto Titoli

btpInizialmente, ogni risparmiatore dovrà avere necessariamente un Conto deposito Titoli (o dossier). Un Conto Titoli è un conto dedicato a quelle operazioni di investimento e disinvestimento (diverso dal conto corrente) sul quale la banca detiene i titoli e provvede automaticamente a riscuotere le cedole e ad accreditarle sul conto corrente del cliente. Ogni conto corrente può avere un conto titoli collegato, la cui apertura può essere automatica e avvenire nello stesso momento dell’acquisto del BTP, oppure dovrà essere effettuata preventivamente. In questo caso, è sempre prima consigliabile chiedere informazioni alla propria Banca. Un Conto Titoli ha solitamente un costo annuale fisso che remunera la Banca e che può variare da 0 a 20 Euro. Anche in questo caso, è consigliabile contrattare prima con la Banca (alcune sono molto commercialmente “aggressive” e offrono questo servizio gratuitamente!); a ciò andrà poi aggiunto il costo dell’imposta di bollo dovuta allo Stato e che è pari a 34,20 Euro annui per investimenti sotto i 50.000 euro (ovviamente, per importi superiori, sarà più alto).

2. Scelta del Titolo

In seguito, bisognerà scegliere il titolo da comprare. Il BTP è un titolo a medio-lungo termine ed a tasso fisso, cioè ha una scadenza e una cedola fissa. Per sceglierlo, occorrerà specificare cedola e scadenza. Ad esempio, “Btp x,xx% (la cedola) gg mese aaaa (la scadenza)” – Btp 4% 01 aprile 2014. Un’altra opzione di scelta è quella di conoscere il codice Isin, ovvero l’equivalente del “codice a barre” negli strumenti finanziari. Per acquistare un BTP bisogna investire almeno 1.000 €. Questo è, infatti, il taglio minimo di acquisto ma, ovviamente, è bene ricordarsi i costi sopra citati: 34,20 €  su 1.000 € sono il 3,42%. Quindi, alla fine, si dovrà avere necessariamente un rendimento maggiore del 3,42% affinché l’investimento possa essere considerato vantaggioso. Come potete ben capire, la valutazione del costo non andrà fatta sul singolo investimento, ma sull’insieme dei rendimenti delle attività finanziarie detenute sul conto titoli.

3. Prezzo Secco

E’ sempre consigliabile inizialmente avere un’idea del prezzo secco, ovvero del valore puro dell’obbligazione al netto degli interessi maturati. Per conoscere il prezzo secco potete guardare le quotazioni del giorno prima oppure chiederlo allo sportellista in Banca. In genere, è bene non lasciare ordini “vaghi” senza limiti di prezzo, ma mettere sempre dei paletti: infatti, il prezzo di acquisto di un titolo influisce sul rendimento che incasserete alla scadenza (ricordatevi la regola della bilancia: tanto più è basso il prezzo, tanto più è alto il rendimento). Ecco spiegato perché è una buona idea fissare un prezzo massimo d’acquisto.

4. Occhio alle Commissioni e ai Costi

Purtroppo per noi poveri risparmiatori, il prezzo secco non sarà quello che effettivamente pagheremo!! La Banca, infatti, aumenterà un pò il prezzo negoziato così da trattenere le cosiddette “commissioni di sottoscrizione o di negoziazione dei titoli” o “di negoziazione, ricezione e trasmissione degli ordini”, che rappresentano la remunerazione della Banca per l’esecuzione dell’operazione! Purtroppo, possono essere molto alte ed abbassare drasticamente il rendimento del nostro investimento! Inoltre, questi costi variano a seconda dello strumento (i costi più bassi sono associati alla negoziazione dei BOT, i più alti a quella delle azioni estere e sono di solito presentate sotto forma di percentuale), a volte hanno un ammontare minimo in euro e variano spesso a seconda del canale utilizzato: filiale, phone banking o conti online (gli ultimi sono quelli più a buon mercato). Tuttavia, per l’acquisto all’asta dei BTP, non è prevista alcuna commissione (spetterà infatti al Tesoro remunerare i “collocatori”). Queste sono le commissioni cancellate nei famosi BTP Day, che non sono neanche previste nel nuovo BTP Italia.

5. Fisco

Al rendimento lordo, poi, dovrà essere ancora dedotta la tassazione sugli interessi che per i titoli di Stato Italiani come i BTP sarà pari al 12,5% (più conveniente di altri strumenti finanziari, la cui tassazione è al 20%!).

6. Prezzo “tel quel”

Sicuramente, uno degli aspetti più ostici dell’acquisto di BTP è il cosiddetto prezzo tel quel, ovvero il prezzo di mercato a cui viene scambiato il titolo che comprende anche il valore delle cedole già maturate. Vista la difficoltà dell’argomento, proviamo a fare un esempio pratico: supponiamo di avere un BTP con cedola al 4%, che pagherà tale cedola ogni 6 mesi: il 15 dicembre e il 15 giugno. Se un risparmiatore lo compra ad Aprile, il 15 giugno si vedrà accreditare un 2% del suo valore nominale. Ovviamente tale ammontare gli spetterebbe solo se avesse detenuto il titolo per tutto il semestre! Ma, dal momento che non è così, dovrà “dividere” la cedola con chi lo deteneva prima di lui. Il meccanismo con cui vengono negoziati i titoli tiene conto di questo meccanismo nel momento dell’acquisto: viene quotato un prezzo secco, che non include la cedola maturata fino a quel momento. Quando l’individuo pagherà l’acquisto, “restituirà” al venditore la cedola maturata che non gli spetta ma che percepirà alla data di stacco.

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